Il giorno 28

Caro diario,

il giorno 28 è un brutto giorno.

Lo abbiamo scoperto nelle puntate precedenti, ma ne abbiamo avuto la conferma ieri.

Ho fatto un brutto incidente in auto, e al di là dei danni alla macchina, ho avuto molta paura.

Ho controsterzato, diversamente sarei finita giù, in una scarpata.

Non so quale forza mi abbia guidato a controsterzare.

O forse lo so, per me è ancora troppo presto.

Io adesso sto bene qui, di me c’è ancora bisogno, forse.

Stanotte ho dormito ma ansia e terrore mi hanno pervasa.

Ho sognato l’impossibile.

Ho cercato conforto nelle braccia che mi cingono  da 10 anni oramai, e l’ho trovato.

Stupidi ed incoscienti ragazzi, che si stringono e piangono all’unisono, come in un quadro.

Come in una melodia di Einaudi, così eternamente struggente nella sua bellezza.

“La paura non esiste”, ce l’ho tatuato ovunque, eppure io ieri dopo tanto tempo, l’ho provata.

E forse per la prima volta l’ho provata per me stessa.

Ho temuto di smettere di sorridere, di respirare, di essere parte di questo mondo sbagliato, seppur bello.

Ho temuto di non rivedere le mie persone.

Però ho pensato, poi, che ne avrei potuto riabbracciare delle altre, che mi mancano tanto.

Ma no, non era questo il finale scritto per me.

Eppure ricordo poco.

E’ solo il giorno 28, che ricordo.

Ricordo  l’odore forte dello scoppio dell’airbag, e nulla più.

Percepisco però, ancora, le mie mani umide di pianto quando i miei cari sono arrivati sul posto, finalmente erano lì, ed io potevo ancora abbracciarli.

Raccolgo veloce le mie cose e mi rifugio nell’auto grigia, mi sento al sicuro ora.

La testa mi scoppia e mi sento bruciare la mano sinistra, ma in ospedale non me la medicano.

Torno a casa, ho solo tanto sonno.

Non sono sola, sono piena di amore.

Sono grata,e sono qui.